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Anna Raviglione

Voce della memoria tra guerra, poesia e storie di donne straordinarie.

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Anna Raviglione

Chi sono

La mia storia

Anna Raviglione è una scrittrice e poetessa biellese. Si è laureata in Linguistica generale all’Università del Piemonte Orientale e insegna Italiano e Storia presso l’Istituto Superiore Bona di Biella.

In passato si è dedicata alla ricerca storico-lessicale e ha pubblicato vari saggi.

Nel febbraio 2017 ha dato alle stampe Soldato Salza Renato, l’eroismo e l’umiltà, la storia di un sopravvissuto alle campagne di Albania e di Russia, Tralerighe libri.

Al gennaio 2018 risale la silloge di poesie Il volo infinito, Aletti Editore.

Nell’aprile dello stesso anno ha pubblicato, con Franca Di Palma, Sopravvissuto a Mauthausen, la storia di Renato Salvetti, Tralerighe libri.

Sempre per Tralerighe libri, nel dicembre 2018 è uscito Dittatori, il primo volume della collana Amori maledetti e nel febbraio 2020 Tutte le donne del presidente, entrambi scritti a quattro mani con Pino Scaccia.

Dopo la silloge di poesie Sete di cielo, AbelPaper, uscita nel febbraio 2021, avviene la pubblicazione di Pino Scaccia, un inviato con l’anima, Tralerighe libri, ideata con lo stesso coautore prima della sua improvvisa scomparsa.

Nell’aprile del 2024 esce Il vagone bianco. Sonetti e dintorni, edito da Elison Paperback.

L’ultima pubblicazione, La fame e le armi, i nostri nemici, la storia dell’alpino Renato Colombo, reduce dal fronte jugoslavo, Tralerighe libri, è avvenuta nel febbraio 2025

Oltre alle sue pagine Facebook e Instagram, è attiva sul web con il blog: https://voloinfinito.wordpress.com/.

Tra i diversi riconoscimenti, è risultata terza classificata tra i finalisti del Premio Internazionale città di Varallo per la silloge poetica “Il vagone bianco” e ha ricevuto le seguenti menzioni speciali relative ai brani: “Incubatrice di sogni”, luglio 2026, “Il respiro”, settembre 2025, “I mari dell’anima”, luglio 2023. Nell’aprile 2023 ha ricevuto in Campidoglio una menzione speciale per il libro-biografia “Pino Scaccia, un inviato con l’anima” e nel 2024 per il romanzo “La ragazza del ‘99”.

“Le pagine rivelano il rigore e la professionalità, ma anche l’anima straordinaria del giornalista che ha raccontato per anni a milioni di italiani, attraverso il piccolo schermo, la grande cronaca diventata storia.”
— dalla sinossi di Pino Scaccia, un inviato con l’anima

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Altre opere

La ragazza del ‘99

La ragazza del ‘99

“La ragazza del ‘99” è la storia di quasi un secolo di cambiamenti declinati al femminile. Dal collegio rosminiano, alla fabbrica in terra biellese dove nasce il “Patto della montagna”, il primo accordo mondiale di parità salariale tra uomo e donna. E poi le note di Annita Di Landa, la cantante torinese zia del grande Fred Buscaglione, ovvero Ferdinando, il cugino ospitato a Biella prima del secondo conflitto mondiale, quando ancora non era l’autore di “Eri piccola”. Infine le rivelazioni esclusive su Adriana Ivancich, la musa di Hemingway. Un affresco di vita familiare dove la microstoria si intreccia con la grande storia, regalandoci squarci inediti di un secolo di profonde trasformazioni. Il lavoro faticoso, il coraggio, la fede, ma anche l’amore autentico, l’allegria e l’ottimismo verso un futuro di riscatto, formano i tasselli di una vita straordinaria. La ragazza del ‘99, col suo carattere indomito e forte, sempre al passo coi tempi, attraverso guerre, privazioni, lotte di fabbrica, lutti ed epocali cambiamenti socioculturali, diventa testimonianza ed esempio per ogni donna di oggi dinanzi alle vecchie e nuove sfide del ventunesimo secolo.

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Soldato Salza Renato l'eroismo e l'umiltà

Soldato Salza Renato l'eroismo e l'umiltà

Partito per il fronte greco-albanese nel 1941 e poi nel 1942 per la Russia il protagonista di questa storia rappresenta la dolorosa esperienza di un sopravvissuto a due campagne e anni di prigionia. Renato Salza era un soldato della divisione "Sforzesca" richiamato il 20 gennaio del 1941 nel 53° reggimento di fanteria "Umbria". Il reggimento raggiunse il fronte greco-albanese partecipando ai combattimenti di Mali Scindeli, Mali Trebescines, Klisura. Il 9 aprile dopo quarantadue giorni di linea, il plotone di Salza venne finalmente posto a riposo e spostato nelle retrovie a Cascisti. Di 180 uomini erano rimasti solamente in 38. A luglio, dopo le ultime operazioni, l'unità rientrò a Biella. Il 26 giugno del 1942 Salza partì per la Campagna di Russia inquadrato nell'ARMIR. A Natale dopo la ritirata della "Sforzesca", il soldato, con altri compagni, venne catturato e internato nel campo di concentramento 54/4 di Kamenka dal quale rientrerà solamente nel 1948.

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La fame e le armi, i nostri nemici

La fame e le armi, i nostri nemici

Arruolato nel 1º Reggimento Alpini, 4º batteria del Gruppo Aosta, Renato Colombo si trovò sul fronte jugoslavo durante il secondo conflitto mondiale. Dall’8 settembre entrò a far parte della Divisione Garibaldi e divenne caporale alpino, combattendo a fianco dei partigiani di Tito. Attraverso un lungo e vivace dialogo, il protagonista narra le sue straordinarie peripezie: la fame, il tifo petecchiale, i bombardamenti, le imboscate, le diffidenze iniziali dei partigiani titini, la vitale solidarietà delle donne. Renato, alla veneranda età di 103 anni, nonostante le comprensibili incertezze connesse alle date e ai toponimi, riesce a rievocare in modo lucido e schietto tutti i patimenti e le speranze di un giovane alpino trovatosi a combattere nei territori del Montenegro. La sua testimonianza ci aiuta a dissipare le ombre di un periodo controverso, talvolta scomodo e troppo presto dimenticato."

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