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Fiorella Bellachioma

Dalla fragilità delle ossa alla forza delle parole, una vita di cura.

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Fiorella Bellachioma

Chi sono

La mia storia

Fiorella Bellachioma ha insegnato filosofia e storia nei Licei, attualmente è in pensione.

La sua traiettoria esistentiva è stata duramente segnata dall’Osteogenesi Imperfetta, un “disordine ereditario” che rende le ossa deformabili e fragili. Nel 1993 ha conseguito il Diploma di specializzazione presso la Scuola sperimentale antropologico-trasformazionale dell’ASL Napoli 1, riconosciuta nel 2003, a livello nazionale, come Scuola Sperimentale per la Formazione alla Psicoterapia e alla Ricerca nel Campo delle Scienze Umane Applicate dell’ASL Napoli 1. Dall’istituzione di quest’ultima al 2020 ha svolto in essa il ruolo di docente di Storia della filosofia e, dal 2021 al 2025, di Fondamenti Filosofici della Cura Fenomenologica.

Ha pubblicato i seguenti saggi:

• “Le sabbie dorate del fiume”, in «Rivista delle antropologie trasformazionali», n. 1, Pironti ed., gennaio/aprile 1996

• Zeitlose. La passione del viaggio comune tra cura e didattica, Guida ed., Napoli, 2003

• Zauberkreis. Il circolo incantato tra singolo e comunità, Diogene Edizioni, Pomigliano d’Arco (NA), 2014a

• “L’errore di Eros” in Grieco F., Vivard E. (a cura di) (2014), Fluenza. Forme e strutture della cura, Kion Editrice, Terni, 2014b.

• Zoe-zetesis. Natura vivente e ricerca per una didattica ecodiadromica, Guida ed., Napoli, 2021

• “Complessità, ecodiadromia e bellezza”, in Mirelli R. e Le Moli A., Bellezza. Può davvero salvare il mondo?, Doppiavoce, Napoli, 2023.

Nel 2025 ha esordito nella narrativa con un romanzo autobiografico, Eclissi di una stella polare, edito dalla casa editrice Albatros.

L’ autrice ha commentato così la decisione di raccontare la sua vicenda personale:

<<Scrivo con la speranza di dare a coloro che non hanno avuto le mie opportunità un’occasione per non arrendersi, per continuare a essere desideranti e creativamente autonormativi. Nell’intento di rivolgermi a chiunque sia incuriosito e stimolato da queste mie parole, ho deciso di cambiare stile comunicativo. Zigzagando tra ricerca e vita, finora ho elaborato sempre saggi più o meno lunghi: questo genere letterario crea spesso nelle lettrici e nei lettori un rifiuto a priori, perché ritenuto poco fruibile, troppo impegnativo, noioso. Mi sono, pertanto, avventurata nella scrittura di un racconto, un tessuto narrativo in cui si intrecciano vissuti, fantasie e rimandi teorici, invitando – più volte – chi legge a una sosta riflessiva, a un ascolto attento delle vibrazioni intime, private suscitate dal testo. Soltanto così potrebbe acquisire senso la storia che sto per raccontare» (Eclissi di una stella polare, p. 26). Eclissi di una stella polare ha ricevuto una segnalazione di merito, avendo partecipato al Premio Letterario internazionale Città di Latina, 11a ed. 2025.>>

È possibile leggere la presentazione dell’opera sul portale ANSA

(https://www.ansa.it/pressrelease/cultura/2025/08/29/eclissi-di-una-stella-polare-lautobiografia-civile-che-trasforma-la-vulnerabilita-in-orientamento_085e99c4-dd35-45c9-9ded-b14ea467e696.html)

Il volume è stato, inoltre, scelto da 40 ragazze e ragazzi, provenienti da varie scuole e università italiane, per entrare a far parte della Biblioteca delle passioni, presente dal 14 al 18 maggio 2026 presso il Salone internazionale del libro di Torino.

“Scrivo con la speranza di dare a coloro che non hanno avuto le mie opportunità un’occasione per non arrendersi, per continuare a essere desideranti e creativamente autonormativi.”
— da Eclissi di una stella polare, p. 26

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Zoe-zetesis. Natura vivente e ricerca per una didattica ecodiadromica

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Zoe-zetesis. Natura vivente e ricerca per una didattica ecodiadromica è un testo rivolto a tutti coloro che ancora credono nella politica, nel dialogo, nella necessità di trovare soluzioni condivise e democratiche ai problemi, nonostante l’imbarbarimento dilagante. A queste persone - alla loro sensibilità empatica orientata in senso morale dal pensiero critico, dal rispetto e da una profonda passione per la giustizia – l’autrice chiede di dare origine ad un’ondata rivoluzionaria non violenta, ma incontenibile, in grado di restituire vigore alle nostre democrazie. Queste ultime possono trovare un nuovo slancio se si riesce ad attuare, innanzitutto, una rivoluzione culturale, che possa trarre linfa vitale da un’efficace riforma del sistema scolastico. La didattica ecodiadromica, il progetto innovativo presentato in questo saggio, incoraggia i giovani ad assumere una prospettiva ecologica, un pensiero sistemico, confrontandosi con la complessità, ovvero la coappartenenza di ordine e disordine, la ineludibile instabilità del nostro esistere: la vita vivente, zoe, è - infatti - turbolenza, creatività, libero manifestarsi dell’evento. In una scuola zoe- centrata i giovani avranno, innanzitutto, la possibilità di comprendere quanto siano importanti i legami affettivi, le condivisioni, il sentirsi insieme agli altri in un progetto, abbandonando ogni logica di dominio ed esclusione, per accogliere un generoso aprirsi all’interdipendenza ed alla cooperazione. Essi dovranno diventare consapevoli, responsabili e capaci di opporsi all’impoverimento linguistico e culturale del nostro tempo, promuovendo la propria e l’altrui emancipazione: soltanto così si formeranno cittadini in grado di verificare i fatti, di distinguere il sapere dalle manipolazioni, di utilizzare Internet con discernimento, senza lasciarsi lusingare da chi tenta di imbrigliare le menti e soggiogare le volontà per controllare in modo scaltro i giochi di potere.

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Zauberkreis. Il circolo incantato tra singolo e comunità

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Zauberkreis. Il circolo incantato tra singolo e comunità si rivolge a tutti coloro che soffrono, perché vorrebbero una realtà diversa per loro stessi e per le generazioni future, ma non hanno la forza di ribellarsi. Chi si occupa di istruzione e ricerca dovrebbe dare una risposta alle esigenze di cambiamento che diventano ogni giorno più urgenti e diffuse, promuovendo una reale ed efficace rivoluzione culturale che, partendo dalla didattica posta in essere nelle scuole pubbliche, nelle Università, nelle scuole di specializzazione e formazione, riesca a coinvolgere tutti. Non si può ancora attendere che a cambiare siano gli altri, tutti dobbiamo metterci all’opera, come sappiamo e come possiamo, dobbiamo prendere la parola ed agire con amore e con rispetto, sentendoci responsabili di ciò che accade. È quanto l’autrice di questo saggio si è proposta di fare, donando alla sua ex-centricità, al suo essere diversamente abile e donna, una valenza politica attraverso la scrittura e l’insegnamento. La scuola dovrebbe promuovere, sin dai primi anni, il diffondersi di un’educazione ecologica. Tutti dovremmo diventare “ecocompetenti”, dovremmo apprendere i principi che regolano le comunità di piante, animali, microorganismi e utilizzarli per attuare politiche sostenibili. Governi ed economisti, invece, continuano a realizzare profitti a spese del bene pubblico e delle generazioni future, deteriorando l'ambiente e la qualità generale della vita. Essi non calcolano i costi sociali e ambientali della produzione, poiché considerano “beni gratuiti” non soltanto l'aria, l'acqua e il suolo, ma anche la delicata trama dei rapporti sociali, che subisce i pesanti effetti della continua espansione economica, e non vogliono comprendere che noi esseri umani, essendo soltanto “un filo particolare nella trama della vita” (Capra), dobbiamo rapportarci alla Natura in modo appropriato, sentendoci parte integrante della sua complessità e della sua bellezza.

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