
Eudemonìa
Eudemonìa è un romanzo allegorico che ha l’ambizione di diventare una mappa della strada più tortuosa che percorre ciascuno di noi: la strada per la felicità. Il protagonista, Francesco, è l’uomo più comune del mondo, un trentacinquenne bloccato in un’esistenza stagnante, attanagliato da un profondo senso di insoddisfazione che riesce a stordire solo con l’abuso di alcol. La sua vita cambia quando il re del suo paese lo convoca per una missione tanto difficile quanto improbabile: trovare Dio. Francesco non crede in Dio, ma è costretto ad accettare l’ordine del re. Per fortuna il sovrano gli affida un aiuto che si rivelerà molto valido, un uomo austero di nome Dante che con ragione salda affronta ogni difficoltà. Il viaggio di Francesco e Dante si rivela lungo e complesso. I due riescono a giungere alla visione di Dio, ma non a portarlo al cospetto del re. Fallita la missione, e impossibilitati a tornare a mani vuote dallo spietato sovrano, Francesco e Dante cambiano prospettiva e si avventurano in un cammino senza una meta precisa, spinti dalla speranza di trovare qualcosa per cui valga la pena camminare. A questo punto comincia per Francesco una lunga carrellata di esperienze, che culmina con l’arrivo del suo alter ego, un suo gemello dal carattere e dalle idee opposte; i due dapprima si scontrano, poi si alleano. L’alleanza con l’alter ego diventa l’inizio della rinascita di Francesco perché, quando tutto è distrutto, arriva il tempo di ricostruire. Sebbene a un lettore distratto potrebbe sembrare un fantasy, Eudemonìa è in realtà qualcosa di diverso. In questo romanzo si trovano mostri, maghi e fate, ma tutto cela un significato diverso, più profondo, nessun personaggio è fine a sé stesso, così come le azioni. Tutto ciò che contiene Eudemonìa è un simbolo da interpretare.
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