Giovanna Masci, di origine calabrese, vive e lavora a Milano, dove esercita la professione di medico oncologo. È autrice e coautrice di numerosi articoli scientifici internazionali in ambito oncologico. Accanto alla professione medica coltiva la passione per la scrittura, che vive come uno spazio diverso e più libero, nel quale interrogarsi sull’esistenza, sulle relazioni e su tutto ciò che spesso rimane nascosto dietro le parole.
Il suo lavoro di medico, nel corso degli anni, è diventato un osservatorio privilegiato sull’essere umano: sulle sue fragilità, sulle paure, sulle contraddizioni e, soprattutto, sulle risorse inattese che riesce a trovare quando la vita lo costringe a confrontarsi con ciò che non aveva previsto.
Proprio dall’esperienza quotidiana accanto ai pazienti oncologici nasce, nel 2019, il suo primo libro, Male habitus. Il titolo, dal latino “stare male”, racchiude una delle domande che attraversano il suo modo di guardare alla malattia: che cosa accade a una persona quando una diagnosi irrompe nella sua vita e ne modifica gli equilibri, le priorità e persino il modo di percepirsi? E quali risorse interiori si mettono in moto per affrontare un evento tanto inatteso e drammatico?
Attraverso i protagonisti dei nove racconti, l’autrice mostra come alla malattia si possa reagire in modi diversi: con la rimozione, come Valentina; con determinazione e grazia, come Fulvia; rifugiandosi nella bellezza, come Raffaella; con alterigia e incoscienza, come Alessandra Augusta Lea; con sorpresa e rabbia, come Domenico; con panico e paura, come Nicola; attraverso la depressione e l’annientamento, come Matilde; abbattendo la maschera del perfezionismo, del perbenismo e della fede, come Elisabetta; con saggezza e leggerezza, come Rossana.
Male habitus è stato selezionato al Salone Internazionale del Libro di Torino 2026, nel settore Salute e Benessere, ed è stato oggetto di un articolo pubblicato nel supplemento Più Salute & Benessere del Sole 24 Ore nel maggio 2026.
Accanto alla scrittura, un’altra passione che Giovanna Masci coltiva per uscire dai percorsi consueti è il viaggio. Nei luoghi lontani, nel confronto con culture diverse e nelle storie delle persone che incontra, cerca ciò che può sorprendere, spostare un punto di vista, mettere in discussione una certezza.
Il libro Il lupo blu e la cerbiatta fulva, edito da De Agostini, ne è un esempio. Si tratta di un racconto di viaggio e avventura ambientato in Mongolia, che trasporta il lettore nella maestosa bellezza della steppa mongola, tra nomadi, monaci buddisti, falconieri e sciamani, immergendolo in una storia d’amore che si svolge in un mondo sospeso tra culture diverse.
La Mongolia diventa così la cornice per esplorare i contrasti tra Occidente e Oriente, tra il mondo tecnologico e quello arcaico, ancora primitivo e selvaggio. In un Paese in rapida trasformazione, la steppa rappresenta il luogo in cui le contraddizioni tra tradizione e modernità si manifestano con maggiore intensità.
La sua scrittura non dimentica l’impegno civile e il desiderio di raccontare e mettere a nudo le problematiche del Mezzogiorno, la terra in cui è nata e che ha contribuito a formare il suo carattere. Attraverso i suoi personaggi esplora ciò che si trova sotto la superficie: l’inconscio, la memoria, i conflitti interiori, i rapporti familiari, il bisogno di appartenenza, le ferite e quelle trasformazioni che spesso arrivano quando siamo costretti, nostro malgrado, a guardarci davvero dentro.
Su questo tema, con un’attenzione particolare alla dimensione sociale e intimistica, nel 2022 pubblica con Pathos Edizioni Viaggio di sola andata, un viaggio interiore che descrive la trasformazione dell’individuo attraverso l’autoriflessione. Il libro ha ricevuto il primo premio al concorso letterario “Lettere al Sempione” di Roma nel 2022 e, nel 2025, il secondo posto al Premio Teseo.
Anche il suo ultimo romanzo, Il paese degli amori perduti, edito nel 2026 dal gruppo Santelli, è incentrato sulla dimensione sociale e intimistica. La protagonista, Lucia Santini, è una psicoanalista che torna per un fine settimana nel piccolo paese del Sud in cui è nata e, dopo trent’anni, accetta di partecipare a una cena con gli ex compagni di liceo.
Quello che sembrava un semplice ritorno al passato diventa progressivamente un viaggio dentro una parte di sé che credeva di conoscere. Attraverso Lucia, Giovanna Masci esplora il confine sottile tra ciò che crediamo di essere e ciò che, spesso, continua a vivere nell’ombra: rancori, desideri, memoria, appartenenza e sentimenti rimasti inespressi, fortemente condizionati dalla società e dal clima del paese in cui si è nati e formati, a partire dalla scuola.
Il libro mette a nudo la complessità delle relazioni umane e si confronta con una domanda che, oltre la vicenda della protagonista, riguarda ciascuno di noi: quanto siamo davvero liberi nelle nostre scelte e, soprattutto, chi decide di chi ci innamoriamo?