Ilaria Palomba è una delle voci più originali e coraggiose della letteratura italiana contemporanea. Ha pubblicato romanzi, sillogi poetiche e saggi che attraversano con rara intensità il confine tra vita, filosofia e letteratura.
Tra i suoi romanzi: Fatti male (Gaffi; tradotto in tedesco per Aufbau-Verlag), Homo homini virus (Meridiano Zero; Premio Carver 2015, finalista al Premio Nabokov 2015), Una volta l'estate (Meridiano Zero), Disturbi di luminosità (Gaffi), Brama (Perrone), Vuoto (Les Flâneurs; presentato al Premio Strega 2023 e vincitore del Premio Oscar del Libro 2023, premio speciale romanzo sperimentale Terre di Puglia), Purgatorio (AlterEgo).
Le sue sillogi poetiche comprendono: Mancanza (Augh!), Deserto (premio Profumi di poesia 2018), Città metafisiche (Ensemble), Microcosmi (Ensemble; premio Semeria casinò di Sanremo 2022, premio Virginia Woolf al Premio Nabokov 2022), Scisma (Les Flâneurs; Premio Libro irregolare, Premio ASAS, Premio del presidente della giuria al Bologna in Lettere, presentato al Premio Strega Poesia), Restituzione (Interno Libri).
Ha pubblicato il saggio Io Sono un'opera d'arte. Viaggio nel mondo della performance art (Dal Sud). Ha scritto per La Gazzetta del Mezzogiorno, Minima et Moralia, Il Foglio, Succedeoggi, Inverso. Ha fondato il blog letterario Suite italiana e collabora con le riviste La Fionda e Pangea.
«Il lessico aulico, gli arcaismi, l'ossessività martellante, il movimento spiraliforme conducono il lettore a soffermarsi: ogni frase cerca di contenere il tutto.»
— Purgatorio

Ilaria ha ingoiato delle benzodiazepine, ha dato le spalle a Roma e si è lanciata nel vuoto. Vive mesi lunghissimi in unità spinale; non sarebbe dovuta sopravvivere, invece torna addirittura a camminare. Il dolore mentale lascia spazio a quello fisico, spesso si sovrappongono, a volte esplodono, altre si silenziano in apatia. Le elucubrazioni raccontano il passato, gli uomini che si sono susseguiti, gli incubi, l'angoscia, un amore smodato per la letteratura e per la filosofia, cosa ha portato al suicidio ma anche ciò che è stato il ritorno alla vita dopo il "grande salto".
Purgatorio è un memoir che segue un andamento poetico, dove i personaggi riscrivono la propria identità nell'impossibilità di fissarla. Ilaria Palomba fronteggia interrogativi estremi e come Bernhard fa dialogare vita e morte in uno stile lirico che si lega agli eventi. Il lessico aulico, gli arcaismi, l'ossessività martellante, il movimento spiraliforme conducono il lettore a soffermarsi: ogni frase cerca di contenere il tutto.
Stanca di sentirsi sul punto di straripare, Iris realizza che è giunto il momento di affrontare il suo inconscio, inizia a guardarsi dentro senza filtri. Un memoir visionario, in cui la penna di Ilaria Palomba, affilata come un bisturi, disseziona la psiche di Iris portando la sua storia al confine fra la dimensione dell'onirico e quella del reale.
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Possedere l'altro, primeggiare, schivare le attenzioni di una madre morbosa, meritare il riconoscimento di un padre inarrivabile sono i desideri che animano Bianca, fragile trentenne. L'amore non è una fiaba a lieto fine ma una radiografia della psiche, un legame tanto carnale quanto spirituale.
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