L'Autrice

Serafina
Ignoto

Racconto ciò che la scuola e la Storia mi hanno insegnato: l'amore si scrive, si legge, si tramanda.

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Serafina Ignoto

Chi sono

Scuola e scrittura, professione e passione

Sono nata a Palermo, insegno alla scuola dell'infanzia in un quartiere con diverse stratificazioni socio-economiche della mia città. Scrivo per amore.

Scuola e scrittura, professione e passione sono, nella mia vita, dimensioni inestricabili. Considero la scuola la prima linea di un lavoro fortemente politico da cui dipende la formazione del "capitale umano" quale risorsa inestimabile dello Stato. È per assecondare le mie convinzioni che conseguo il diploma di perfezionamento universitario in "La narrazione nella didattica. Indirizzo scuola dell'infanzia" con la tesi "La pratica umana del narrare. La lettura ad alta voce come atto di democrazia cognitiva".

Leggere ai bambini è, infatti, il più grande atto d'amore che si possa fare, un gesto che unisce emotivamente e getta le basi per una sana crescita personale e sociale. Ed è il solo modo per far fiorire futuri lettori.

Negli anni precedenti ho pubblicato diversi articoli su alcune riviste on line su varie tematiche di impegno civile: emigrazione, scuola, questioni di genere. Agli inizi degli anni 2000 partecipo ad alcuni laboratori teatrali condotti dal regista, autore e attore palermitano Franco Scaldati, la voce più lirica della mia città.

Nel 2018 pubblico il mio primo libro con Navarra Editore, Pane e mare, venti brevi racconti in cui le vicende individuali dei protagonisti si muovono sullo sfondo della grande Storia: la seconda guerra mondiale, il '68, il crollo del Muro e la fine del grande ideale del comunismo, il dramma dell'emigrazione, la libertà delle donne.

Nel giugno del 2024 il racconto Terramare, contenuto nella raccolta, vince il primo premio per la sezione monologo teatrale in siciliano nel concorso letterario Maria Fuxa – Città di Alia, presieduto dal prof. Ignazio Buttitta.

Nel 2024 esce il mio secondo libro e primo romanzo, L'isola ribelle, sempre per Navarra Editore. Un pretesto per riportare alla luce una delle pagine di storia più trascurate, la vicenda dei Fasci siciliani dei lavoratori, raccontati da un cronista eccezionale: Andrea Pavan.

Ho un sogno, ancora da realizzare: scrivere un libro per bambini.

"Leggere ai bambini è il più grande atto d'amore che si possa fare, un gesto che unisce emotivamente e getta le basi per una sana crescita personale e sociale."

Serafina Ignoto

Un ritratto

Momenti e luoghi

Copertina L'isola Ribelle

La Sinossi

L'isola Ribelle

Ottobre del 1893 il giornalista de La Tribuna di Roma Andrea Pavan – alter ego di Adolfo Rossi – viene inviato in Sicilia per seguire gli scioperi dei Fasci dei Lavoratori, organismo precursore del movimento sindacale.

Con lo stile del reporter maturato in America, al collo la sua Kodak e in tasca i taccuini, Pavan-Rossi girerà l'isola in carrozza, raramente in treno, più spesso a dorso di mulo facendo parlare senza pregiudizi i protagonisti di quelle lotte: contadini, operai, agrari, dirigenti dei Fasci, uomini politici ed esponenti di polizia. E poi, le donne: Pavan smonterà con le sue interviste lo stereotipo che le dipinge silenziose e sottomesse. Saranno proprio loro, infatti, la forza motrice che farà avanzare il movimento.

Il giornalista, cresciuto in Veneto fra le frequenti inondazioni del suo Polesine, conosce da vicino la povertà dei contadini, avendo assistito e raccontato dei massicci esodi migratori dei suoi conterranei. E con la medesima partecipazione documenta di persona le condizioni disumane dei braccianti siciliani e dei carusi, arrivando perfino a calarsi direttamente nelle miniere di zolfo.

In controluce, attraverso i suoi articoli, emergono le origini di mali ancora attuali: la mano di potenti e di politici corrotti, l'affermazione di una mafia agli albori, le carenze di infrastrutture moderne che già fin d'allora inchiodano la Sicilia ad una condizione di insanabile inferiorità.

La crescente affermazione dei Fasci diventa presto una minaccia per l'ordine costituito: Pavan intuisce molto chiaramente il rischio di un assalto governativo, quasi lo profetizza. Il 4 gennaio del 1894 Crispi, nominato capo del governo, dà vita a una ferocemente repressione: proclama lo stato d'assedio sospendendo tutte le libertà, dichiara fuorilegge i Fasci dei Lavoratori facendo arrestare dirigenti e sostenitori. Il 30 maggio dello stesso anno, con un processo sommario, il tribunale militare di Palermo emetterà nei loro confronti delle condanne durissime.

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