Nasco nel 1956 a Roma, dove ho vissuto, studiato e lavorato per tanti anni. Laureato in Giurisprudenza, sono stato un Dirigente pubblico.
In pensione, vivo a Perugia con la mia famiglia e mi dedico alla scrittura di testi di narrativa, una mia antica passione.
Intraprendo la strada della scrittura intorno al 2015, riprendendo brevi racconti e pensieri che nel tempo avevo buttato giù su un bocco notes, come fosse un diario di sensazioni e di fantasie.
Vede la luce, così, il mio primo romanzo: “La panchina” (Chiado editore - 2017), una sequenza di racconti legati da un filo conduttore che alla fine li riunisce tutti dando loro il significato dell’esistenza e dei legami. Racconti che parlano dell’altro volto dell’amore, di quando diventa ricordo, soffermandosi in modo introspettivo sui sentimenti, sui tempi diversi attraverso i quali spesso si manifestano, e sulle loro incomunicabilità che rendono i rapporti complessi e malinconici. I personaggi descritti si alternano su una panchina di un parco di una cittadina dell’Italia centrale non meglio identificata, che per la sua particolare posizione diventa una sorta di rifugio per riposare ma, soprattutto, per pensare. E le loro storie lasciano aperta ogni possibile conclusione, con le domande e i dubbi che ognuno porta con sé, per far sì che il lettore possa immaginare l’epilogo che il proprio sentire intravede tra le parole che scorrono sui fogli.
“La panchina” ha ottenuto diversi riconoscimenti letterari:
•Finalista con Menzione di merito al 5° Premio Internazionale “Salvatore Quasimodo”
•Finalista con Diploma d’onore alla 13^ edizione del Premio Letterario Nazionale “Giovane Holden”
•Finalista con Diploma d’onore alla V^ edizione del Concorso Letterario Argentario 2020 & Premio Caravaggio
•Premio della Giuria alla VII^ edizione del Premio Letterario Figurativo Nazionale “Caffè delle Arti”
•Finalista con Menzione di merito alla XXXVI^ edizione del Premio Letterario “Città di Cava de’ Tirreni
•Terzo posto al Premio di poesia, narrativa e testi per una canzone “La forza dei sentimenti"
I ritorni positivi da parte dei lettori, i diversi riconoscimenti letterari ottenuti, e il forte incoraggiamento nel proseguire con la produzione letteraria da parte delle persone a me vicine, mi hanno portato a scrivere il secondo romanzo, anch’esso più volte premiato, dal titolo “Le cose che perdi” (Europa edizioni – 2023): uno scrittore di successo, una moglie e altre due donne amate. Sullo sfondo, una figlia lontana e rancorosa. Un evento improvviso e drammatico stravolgerà il senso di ogni rapporto costruito da quest’uomo, pronto ad amare con tutto sé stesso, ma incapace di scegliere, di essere esclusivo. Sarà una strada dolorosa, che costringerà ognuna delle donne della storia a ridisegnare, con dignità e consapevolezza, il sentimento provato, alla ricerca di un perdono che diventerà pacificazione dell’anima.
Un romanzo che mi ha consentito di continuare il mio viaggio tra le imperfezioni dell’amore,tra le sue contraddizioni e tormenti,ma anche dentro il suo splendore, che si muove fuori dagli schemi precostituiti che spesso lo immobilizzano.
“Le cose che perdi” ha ottenuto i riconoscimenti letterari:
•Finalista con segnalazione della Giuria alla X^ edizione del Premio Letterario Nazionale “Caffè delle Arti”;
•Finalista con Diploma d’onore alla VIII edizione del Concorso Letterario Nazionale Argentario 2024 & Premio Caravaggio.
Il mio percorso ha visto, quindi, la nascita del mio nuovo e ultimo romanzo, pubblicato a novembre 2025 con Atile edizioni, dal titolo “Guardo il mare”. È un romanzo breve o un racconto lungo, a seconda di come si voglia intendere.Tratta temi che toccano l’introspezione dei sentimenti, l’impulso irrefrenabile di non lasciarli morire nell’oblio perché mai dimenticati veramente, ma ancora pulsanti e desiderosi di un ultimo sguardo, di un perdono mai chiesto ed ora cercato, di una espiazione che possa diventare rinascita o riuscire a placare i tormenti di un antico dolore. Una trama che scruta l’animo di ognuno dei personaggi e dove le figure femminili, diventano la voce narrante di una storia fatta di debolezze umane, di sopraffazione psicologica, di amori smarriti, ma anche di forza interiore mai doma, anche di fronte ai fardelli che la vita impone, come nelle problematiche sociali e umane della disabilità.Quest’ultimo aspetto viene affrontato, a margine della storia principale, nell’ottica di chi si prende cura di queste persone, modificando la propria vita per assicurare l’organizzazione della loro quotidianità che si muove tra i confini di un lento e sempre più distante cambiamento culturale che superi i pregiudizi. Un racconto che si legge in risonanza con ognuno degli attori della scena. Una storia che tocca i temi dell’introspezione, della percezione del mutamento e del cammino dentro il lato nascosto dei sentimenti, che invita a scrutare e indagare sull’imperfezione degli stessi con il viaggio catartico di Alberto