
Crimini della sicurezza
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Crimini della sicurezza è una raccolta poetica d’impegno civile che intreccia lingua e testimonianza per dare forma alle tensioni etiche e alla memoria collettiva di una società in cui il lavoro è ancora luogo di rischio e fatalità. Attraverso una scrittura sapiente che oscilla tra prosa narrativa e versi, il libro costruisce un percorso coerente in cui la parola poetica si assume la responsabilità di nominare, riconoscere e custodire. La rigidità dei dati statistici viene rotta dalla consistenza delle vite che li abitano: non numeri, ma esistenze segnate da impegni, affetti e progetti spezzati. L’opera si apre con due profili narrativi che introducono la forza tematica della raccolta: il primo, sul filo della quotidianità, accompagna le ultime ore di Luana D’Orazio, la seconda restituisce gli eventi che hanno segnato la vicenda di Anila Grishaj. Questi racconti non sono cronache estese, ma soglie di ingresso emotive attraverso cui il lettore entra nel paesaggio della raccolta. La seconda parte esplora ulteriori casi di morti sul lavoro, come quello di Satnam Singh, restituendo ritratti evocativi in forma biografica e poetica. Ogni testo costituisce un equilibrio tra racconto essenziale e componimento lirico: da un lato la prosa apre ad una scena di vita reale, dall’altro la poesia trasmuta quel materiale in tono, ritmo e immagine. La lingua della raccolta è nitida, incisiva e profondamente radicata nella realtà contemporanea, senza indulgere in retorica. Crimini della sicurezza non è solo un libro di poesie: è un progetto di memoria civile che nasce dall’urgenza di una coscienza collettiva, ponendo la poesia al centro di un confronto con le questioni sociali più pressanti. In 81 pagine, la raccolta si propone come un contributo originale alla poesia italiana contemporanea, un testo che parla di diritti, nomina le vite, costruisce comunità di senso oltre la distrazione della cronaca.
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